Il TFM Amministratore deducibile è uno strumento che sempre più imprenditori e titolari di SRL stanno valutando per ottimizzare la gestione del compenso dell’amministratore, in modo pienamente legale e conforme alle normative fiscali italiane. Usato correttamente, può diventare una leva importante di pianificazione del reddito e protezione del patrimonio aziendale.
Cos’è il TFM e perché interessa le SRL
Il TFM, ovvero il trattamento di fine mandato, è un’indennità che l’impresa riconosce all’amministratore al termine del suo incarico. Serve a compensare la cessazione del mandato di gestione, in modo analogo – ma non identico – al TFR dei dipendenti. La differenza principale è che non è obbligatorio per legge, ma deve essere previsto dallo statuto o da un atto assembleare della società, formalizzato e con data certa anteriore all’inizio del mandato.
Per le società a responsabilità limitata, questa previsione statutaria o contrattuale rappresenta una scelta strategica. Se gestita bene, può garantire un risparmio fiscale grazie alla deducibilità del costo in capo alla SRL ai fini IRES e, allo stesso tempo, un differimento d’imposizione per l’amministratore, che pagherà le imposte solo al momento dell’effettiva percezione del TFM.
Condizioni per rendere il TFM deducibile
La deducibilità del TFM non è automatica: il principio guida, per l’Agenzia delle Entrate, è la competenza economica e la certezza giuridica del diritto maturato. In base all’articolo 105, comma 4, del TUIR, il trattamento di fine mandato è deducibile solo se previsto da un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto e se il costo è ripartito per competenza lungo gli esercizi di durata del mandato.
In pratica, ciò significa che la società deve:
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- deliberare il TFM prima dell’inizio dell’incarico;
- prevedere l’importo o un criterio oggettivo di calcolo (es. percentuale del compenso annuo o importo fisso);
- accantonare annualmente la quota maturata e rilevarla contabilmente come costo deducibile per competenza.
Se manca uno di questi requisiti, la deducibilità viene negata. In tal caso, il costo diventerebbe deducibile solo per cassa, cioè quando il TFM viene effettivamente pagato, perdendo parte dei benefici di pianificazione fiscale.
Trattamento fiscale per la società e per l’amministratore
Dal punto di vista della SRL, il TFM rappresenta un costo deducibile dal reddito d’impresa ai fini IRES, se rispetta i requisiti indicati. L’importo accantonato riduce così l’imponibile IRES della società, migliorando l’efficienza fiscale complessiva.
Per l’amministratore, invece, il trattamento fiscale dipende dal momento di percezione del TFM. L’indennità è soggetta a tassazione separata ai sensi dell’art. 17 del TUIR, con aliquota media del quinquennio precedente, salvo che non risulti più conveniente la tassazione ordinaria. Ciò consente spesso di ridurre l’impatto fiscale complessivo, specie se l’amministratore ha cessato l’incarico e non ha altri redditi elevati nell’anno di percezione.
Inoltre, qualora il TFM sia stato accantonato per competenza e dedotto negli anni dalla società, l’amministratore pagherà l’imposta solo al momento dell’incasso. Questa asimmetria temporale crea un vantaggio finanziario significativo, rendendo il TFM uno strumento di ottimizzazione fiscale del tutto legittimo.
Gestione contabile e documentale del TFM
Dal punto di vista operativo, la SRL deve tenere una contabilità accurata delle quote accantonate, riportandole ogni anno nel bilancio e nelle note integrative. Le quote di TFM vanno inserite tra gli accantonamenti per il personale o in un fondo specifico per amministratori.
È importante anche documentare la delibera assembleare o la clausola statutaria che fissa l’indennità. In caso di controllo, il documento con data certa anteriore è l’unico elemento che può provare la legittimità della deduzione. Strumenti validi per la “data certa” possono essere la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate o la firma digitale con marca temporale.
Una gestione accurata evita contestazioni future e consente di sfruttare appieno i benefici fiscali riconosciuti. Secondo la Agenzia delle Entrate, infatti, l’assenza della forma preventiva o la prova incerta del diritto al TFM è uno dei principali motivi di recupero delle somme in sede di accertamento.
TFM e previdenza: l’aspetto contributivo
Un dubbio frequente riguarda la contribuzione INPS o Enasarco (per gli amministratori di società commerciali). In linea di principio, il TFM non è soggetto a contribuzione previdenziale poiché non rientra nei compensi periodici, ma costituisce un’indennità straordinaria correlata alla cessazione del mandato.
Tuttavia, se l’amministratore è anche titolare di un rapporto di lavoro autonomo o coordinato, la componente contributiva potrebbe variare. È sempre opportuno verificare la posizione previdenziale complessiva e, in caso di SRL, comunicare gli accantonamenti TFM anche al consulente del lavoro per una corretta gestione dichiarativa.
Perché il TFM è uno strumento di pianificazione fiscale efficace
Per una SRL, il TFM rappresenta un modo legittimo di gestire il compenso dell’amministratore in modo più flessibile. Oltre alla deducibilità ai fini IRES, permette di:
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- stabilire un meccanismo di “consolidamento” nel tempo, riducendo la pressione fiscale nei singoli esercizi;
- pianificare l’uscita dell’amministratore con un flusso finanziario certo e già coperto da accantonamenti;
- differire nel tempo la tassazione personale, sfruttando aliquote più favorevoli in futuro.
Questi aspetti si rivelano particolarmente utili nei contesti in cui l’amministratore coincide con il socio di riferimento della SRL, o dove la governance aziendale prevede incarichi di medio-lungo termine con compensi variabili. Inoltre, adottare il TFM con un piano coerente di accantonamenti consente di migliorare la solidità del bilancio e dimostrare prudenza gestionale agli occhi di banche e investitori.
Normativa di riferimento e aggiornamenti 2025
Alla fine del 2025, non sono intervenute modifiche sostanziali alla disciplina fiscale del TFM rispetto al quadro normativo consolidato. Restano valide le disposizioni dell’art. 105, comma 4, e dell’art. 17 del TUIR. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito in più circolari e risposte a interpello che la deducibilità compete solo in presenza di regolare previsione contrattuale antecedente all’incarico e criterio oggettivo di calcolo.
La corretta applicazione delle regole contabili è dunque un elemento chiave. Secondo l’Organismo Italiano di Contabilità, il TFM rientra tra gli accantonamenti subordinati a obbligazioni certe o probabili, e deve essere contabilizzato tra i fondi per rischi e oneri nel bilancio d’esercizio.
Un’ulteriore evoluzione riguarda la digitalizzazione delle pratiche societarie: ormai, la firma digitale con marca temporale o la registrazione telematica presso l’Agenzia delle Entrate sono mezzi ampiamente riconosciuti per garantire la data certa di delibere e contratti, facilitando la compliance senza appesantire la burocrazia.
Errori da evitare nella gestione del TFM
Nel tempo, diversi contribuenti hanno perso la deducibilità del TFM per errori apparentemente banali. I più frequenti sono:
1. Mancata previsione contrattuale o data successiva all’inizio del mandato.
- Criterio di calcolo troppo generico o discrezionale, che non consente la verifica dell’importo.
- Mancato accantonamento annuale e iscrizione a bilancio solo alla fine del mandato.
- Trattamento fiscale errato in sede di erogazione (tassazione ordinaria invece che separata).
- Assenza di documentazione probatoria in caso di controllo fiscale.
Prestare attenzione a questi aspetti permette di mantenere l’inquadramento pienamente legittimo e difendibile. Il principio è semplice: ciò che è concordato e documentato correttamente non può essere contestato nel merito.
Un esempio pratico di gestione del TFM
Immaginiamo una SRL con un amministratore il cui mandato dura cinque anni, con un compenso annuo di 60.000 euro. La società decide di stabilire un TFM pari al 15% del compenso annuo, quindi 9.000 euro l’anno. Delibera e registra la decisione con data certa anteriore all’incarico.
Ogni anno accantona 9.000 euro, per un totale di 45.000 euro a fine mandato, deducendo la quota annuale dal reddito d’impresa. Quando il mandato termina, la società paga al proprio amministratore i 45.000 euro, e lui li dichiara con tassazione separata. Risultato: la SRL ha beneficiato di deduzioni per cinque anni, e l’amministratore ha ottenuto un’uscita fiscalmente agevolata. Tutto nel rispetto delle regole.
TFM e sostenibilità economico-finanziaria
Oltre agli aspetti fiscali, il TFM ha anche un impatto sul bilancio aziendale e sulla sostenibilità a medio termine. Gli accantonamenti periodici sono una forma di “autotutela” aziendale: creano un fondo che copre una passività futura certa, prevenendo squilibri di cassa al momento della liquidazione dell’indennità.
Per le PMI che pongono attenzione alla solidità patrimoniale, questo approccio è un segnale di buona governance. I revisori e i sindaci vedono positivamente la scelta di distribuire nel tempo i costi anziché concentrarli alla fine del mandato.
Come integrare il TFM in una più ampia strategia di compensi
Il TFM non deve essere visto isolatamente, ma integrato nel disegno complessivo di remunerazione dell’amministratore. Può convivere con compensi fissi, variabili o legati ai risultati, purché venga mantenuta chiarezza tra competenze diverse e corretta contabilizzazione. In molti casi, si combina con premi di risultato o bonus di performance, plasmando un sistema retributivo bilanciato e sostenibile per la società.
Ma è fondamentale evitare che il TFM sia usato come “scudo” per compensare somme non regolari: la coerenza temporale e contrattuale resta la chiave per la deducibilità e la conformità legale. Un professionista esperto in fiscalità d’impresa o un revisore possono fornire supporto prezioso in questa pianificazione.
Considerazioni finali
Gestire correttamente un TFM Amministratore deducibile significa cogliere un’opportunità di equilibrio tra efficienza fiscale, trasparenza e solidità gestionale. Le SRL che impostano questo meccanismo in modo preventivo e documentato possono ottenere vantaggi significativi senza forzare le regole. L’importante è muoversi per tempo e con coerenza formale. In uno scenario economico dove ogni punto percentuale di costo conta, un TFM ben gestito è più di uno strumento fiscale: è una scelta di buona amministrazione.


